3D PlayLab, come diventare maker divertendosi

Avatar Ivan Dipietro

di

Tempo di lettura:

1–2 minuti

Immagina una scatola dai poteri magici in grado di generare gli oggetti che più ti piacciono, dai modellini di razzi fino agli oggetti di uso quotidiano.

Questa scatola esiste ed è una stampante 3D e la magia in realtà si chiama prototipazione. Ma come funziona la stampa 3D?



Nelle stampanti con tecnologia di modellazione a deposizione fusa, in inglese Fused Filament Fabrication (FFF) o Fused Deposition Modeling (FDM), un filamento polimerico entra in un estrusore che scalda il materiale fino a farlo diventare sufficiente molle e ne deposita una piccola quantità su un piatto. Procedendo uno strato alla volta la stampante da così forma all’oggetto. La Fondazione Lucrezia Tangorra, consapevole della sempre maggiore diffusione di questa tecnologia in molteplici ambiti, ha deciso di investire nell’acquisto di una stampante Bambulab P1S e sfruttarne le potenzialità didattiche creando il 3D PlayLab. Durante la prima edizione i partecipanti hanno potuto avvicinarsi al mondo del making e della stampa 3D secondo il learning by doing cioè l’imparare facendo. I ragazzi hanno potuto sperimentare questa tecnologia quasi magica partendo dalla progettazione dell’oggetto fino ad arrivare alla stampa utilizzando la stampante 3D della Fondazione. Ogni ragazzo è stato dotato di un pc con tutti i software necessari e introdotto al mondo della modellazione tridimensionale. Una volta presa dimestichezza con gli strumenti i ragazzi sono stati suddivisi in gruppi e sfidati a mettere in gioco la propria creatività e le abilità acquisite. In particolare i gruppi si sono sfidati nella progettare e realizzare prima un portatelefono da scrivania poi una scacchiera personalizzata rispettando alcuni requisiti prefissati. Durante l’ultimo incontro tutti i partecipanti del percorso hanno ricevuto l’attestato di maker dopo un combattuto torneo con la scacchiera frutto del loro lavoro.

La stampante 3D si è rivelata uno strumento imprescindibile sia per la didattica che per la creazione dei più svariati oggetti a supporto delle altre attività della Fondazione. A ottobre prenderà il via la seconda edizione del 3D Play Lab e i volontari saranno pronti ad accogliere un nuovo gruppo di aspiranti maker.

0
0

Iscriviti alla Newsletter

Entra a far parte della nostra community e segui da vicino
le nostre iniziative. 100% valore, 0% spam. 

Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento.

    Hai qualche dubbio?
    Vuoi approfondire?

    Chi sono i beneficiari dei nostri progetti?

    La Fondazione Lucrezia Tangorra E.T.S. si impegna attivamente nel sostegno e nello sviluppo del mondo della scuola e dell’educazione, finanziando e realizzando interventi concreti e su misura.

    Riconosciamo il ruolo centrale dell’istruzione nella crescita delle nuove generazioni; per questo motivo, lavoriamo costantemente al fianco di educatori, studenti e famiglie per intercettare con massima tempestività le criticità emergenti, le carenze strutturali e i bisogni formativi del territorio. Grazie a un approccio dinamico e reattivo, la Fondazione è in grado di intervenire in tempi rapidi, trasformando le necessità individuate in progetti ad alto impatto sociale ed educativo, capaci di offrire risposte efficaci, risorse adeguate e nuove opportunità di crescita.

    Chi sono i nostri partner?

    La Fondazione Lucrezia Tangorra E.T.S. opera in sinergia con una rete diversificata di partner:

    • Istituzioni pubbliche: per il supporto finanziario e logistico.
    • ONG ed enti no-profit: per la realizzazione di progetti congiunti.
    • Scuole e università: per lo sviluppo di programmi educativi e formativi. – Aziende private: per donazioni e iniziative di volontariato aziendale.
    • Esperti e professionisti: per l’apporto di competenze e consulenze specialistiche.
    Chi ci sostiene?

    I nostri progetti sono realizzati grazie ad una rete solidale di sostenitori che mettono a disposizione risorse finanziarie, beni materiali, competenze e tempo:

    • Aziende private: attraverso sponsorizzazioni, donazioni e progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSI).
    • Fondazioni ed enti filantropici del Terzo Settore.
    • Scuole e istituti educativi: attivi nei programmi di sensibilizzazione.
    • Volontari e cittadini: che donano il proprio tempo ed energie.
    • Donatori privati: che contribuiscono con erogazioni liberali.